Acquasparta

Posta sul lato sinistro della via Flaminia, che da Roma risale verso l’Adriatico, Acquasparta, come ci indica il suo nome romano, ad aquas partas, sorge al centro di una zona ricca di acque sorgive, di rovine romane, e d’aspri rilievi boscosi.
Appartenente alle cosiddette Terre Arnolfe, feudo autonomo dentro lo Stato della Chiesa, Acquasparta conserva la struttura urbanistica del suo periodo di massimo sviluppo, quando, in pieno Rinascimento, fu ceduta dai Farnese alla principesca famiglia dei Cesi, che decise di costruirvi, sui resti della rocca e su progetto di Giovanni Domenico Bianchi, una grandiosa dimora, qual è Palazzo Cesi (seconda metà del XVI sec.).
Gli interni del palazzo, dove Federico Cesi ricostituì nel 1609 l’Accademia dei Lincei da lui fondata sei anni prima, furono decorati in due fasi: intorno al 1579 vi operò Giovan Battista Lombardelli; poi, dal 1618, seguì il lavoro di Federico il Linceo, insieme con un pittore nordico operante a Roma e ad un tardo-manierista romano. In quegli anni vi fu ospite Galileo Galilei.
Asse del centro abitato è Corso Umberto I, su cui insiste la chiesa rinascimentale di S. Cecilia e l’Oratorio del Sacramento, dove è reimpiegato un mosaico romano proveniente dalla vicina Carsulae (San Gemini), antico municipio romano distrutto dai Longobardi e dai terremoti, in cui sono visitabili affascinanti rovine.
Nella zona, da segnalare le terme e le sorgenti medio-minerali carbonato-calciche di Furapane e la sorgente dell’acqua Amerino, carbonato-calcica e radioattiva, cara a Gabriele D’Annunzio.

Vai al sito del Comune