Deruta

Posta su un colle, con il Tevere in basso e fitti rilievi di boschi alle spalle, sorge Deruta, la “città della ceramica”. E’ nel XVI sec. che con la piena affermazione della maiolica derutese si hanno anche le prime indicazioni dei nomi degli artefici, che amano uscire dall’anonimato delle officine per fissare la loro memoria all’elevata qualità dei prodotti. E’ il caso di Giacomo Mancini detto El Frate che firma piatti e coppe con soggetto per gran parte desunti dalle Metamorfosi di Ovidio, di Francesco Urbini, di Andrea di Cieco, di Lazzaro di Battista Faentino e dei fratelli Maturanzio. La vocazione ceramista è testimoniata ancora oggi dalla presenza di un importante Istituto per l’Arte Ceramica, dal Museo Regionale della Ceramica d’enorme interesse e da numerosissime fabbriche e negozi di ceramica. Il Museo è ospitato nell’ex convento di S. Francesco, nella parte più alta del paese, vicino all’omonima chiesa, del 1388, il cui campanile fronteggia la torre civica del Palazzo Comunale, del XIV secolo, che ha dentro di sé un’interessante Pinacoteca (Alunno, Fiorenzo di Lorenzo, Guido Reni, Antonio Amorosi, ecc.) e una raccolta di reperti neolitici ed etruschi.

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